Donatella si racconta

Donatella si racconta
Ho 59 anni , ne sono passati 10 dalla diagnosi di …”carenza di dopamina” questo avevo letto sul foglio che accompagnava la Dat Scan, è questo dicevo, non osavo pronunciare Parkinson nonostante spesse volte ancora prima  della diagnosi l’ho avessi pensato.Stavo vivendo un momento difficile: la fine del mio matrimonio, problemi con mio figlio, un lavoro nuovo, continuavo a dirmi che non poteva essere “solo” questo la causa del mio tremore, ho sempre affrontato i muri girandoci intorno o abbattendoli, non poteva essere stress  da oltre un anno. Rabbia, paura, solitudine, angoscia, lasciavo trascorrere i giorni senza voler pensare , arrivai a lavorare 60 ore settimanali pur di non pensare, cercavo di sfinirmi per poter tornare a casa e dormire,  ed ecco che il Park si beffava di me, sempre iperattiva, sempre sveglia. Vivevo l’oggi  non volendo pensare al domani…non avevo progetti, il vuoto...
Balle… certo che ci pensavo al domani, ed avevo ed ho una paura fottuta,
di Parkinson non si muore ed io a volte ho paura di vivere  situazioni che ancora non ho vissuto, situazioni di cui ho letto o che ho visto, e la mia mente vola via.Ho sempre controllato tutto della mia vita,   il mio tremore aumenta con le emozioni, se blocco le emozioni   dovrà pur diminuire… continuavo  a dirmi, ... il vuoto   sempre più grande.Qui a Torino venne organizzata una serata con Giovani Parkinsoniani, andai e all'improvviso non ero più sola, in tanti con vissuti e fragilità simili, tanti volti tante vite, giovani  che non aspettavano altro di dipanare la sensazione di solitudine, sono nate amicizie profonde : Valeria, Pasquale, Miky C. Gabriella, Paola  C. Paoletta O, Rosy ,Maria, Massy ,Michele  A, senza nominare quelli di FB con i quali  ci siamo anche incontrati... innumerevoli  altri, ho conosciuto anche Park “senior”, tanti con problemi  importanti,  tutti mi hanno trasmesso una grande dignità, devo a loro tutti la mia ripresa. Il coraggio non è mancanza di paura, ma è affrontare ogni giorno le  proprie paure.Grande l'importanza del gruppo , ho voluto fortemente che a Torino il gruppo potesse avere una sua identità, ed insieme a Massy e  a Valeria  l'ho abbiamo tenuto unito fino ad approdare ad AIGP, oggi devo dire grazie anche a Michele L. e  a Francesco, sempre pronti a collaborare. Credo fortemente in  Itaidoshi,  principio Buddista  di diversi corpi, stessa mente.Oggi la rabbia è passata, se il nemico non puoi  sconfggerlo, almeno prova a fartelo amico…vincerà la guerra , ma oggi vinco io. Ho imparato a volermi più bene, a permettermi di sbagliare, sono cambiate le mie priorità… chi se ne frega se piango più spesso,
chi se ne frega se la mia mano trema
chi se ne frega se sono lenta,
chi se ne frega se a volte non riesco più a fare due cose insieme
chi se ne frega se dicono che la mia creatività è indotta dai farmaci
chi se ne frega se barcollo.Fanculo ParkSono fortunata, il suo procedere lento tutto sommato mi permette di vivere dignitosamente,  il  mio Park è clemente.Attualmente non ho un lavoro fisso, questo mi perplime ma  voglio avere fiducia nella vita, il mio matrimonio vive una dinamica per gli altri strana, ma è la nostra. Non viviamo insieme,  ma non sono sola, posso contare su Franco e non è poco, certo l'amore è un'altra cosa, devo imparare ad applicare la fiducia nella vita anche in questa situazione, ... e la mente volaIL futuro?...tanto avanza comunque.  Io vivo  l'oggi.Donatella