Anna si racconta

Anna si racconta
QUANDO IL TUO PERCORSO VIENE MODIFICATO E STRAVOLGE IL TUO MONDO
Ciao, il mio nome Anna, il sig. Park è entrato a far parte del mio vissuto dal luglio 2003 (avevo42anni).
LA MIA REAZIONE: RABBIA VERSO ME STESSA Non è stato semplice e non lo è tuttora, convivere con le limitazioni che in certi momenti ti impone la patologia, io che per carattere mi sono sempre arrangiata da sola.
I primi sintomi che ho avvertito sono stati di "rigidità" al braccio sinistro. Ho sempre praticato parecchio sport e ad un certo punto ho notato che il sinistro era meno reattivo del destro.
Dopo una serie di esami la diagnosi è stata : Parkinson. Vocabolo che non avevo mai preso in considerazione, ed ora cammina al mio fianco. Tutto prende un'altra prospettiva, iniziano i cambiamenti: la famiglia, il lavoro.
Tu stessa cambi, nel modo di pensare, vedi tutto sotto un'altra luce. I sintomi ti fanno crescere, diventi consapevole di quanto sia potente il sig. Park se lo si lascia indisturbato nel suo cammino.
Lo identifico nella mia ombra, non si allontana mai, anche quando non lo senti è li a ricordarti la sua presenza. Aver avuto la possibilità di dare vita ad AIGP con altri parkinsoniani è stato fondamentale per me, il potermi confrontare, raccontare tutto ciò che la malattia ti porta a compire.
L'incontro con Claudia, mi ha fatto trovare una cara amica con cui condividere ciò che solitamente tendo a tenere per me.
Sono molto contenta di poter far parte di questo gruppo, mi permette di vedere la malattia in un altro contesto, di avere il supporto di altri parkinsoniani, che agiscono con il cuore.
AIGP è un mezzo molto importante per noi malati e per tutti coloro che ci stanno vicino. Alzarsi in piedi ed insieme far valere il diritto di vivere pienamente la nostra vita, pur tra mille difficoltà, dovendoci confrontare ogni giorno con limitazioni fisiche e terapie non risolutive.
È una grande sfida, perché senza possibilità di guarigione all’orizzonte consideriamo il nostro uno stato permanente. Una sfida molto impegnativa in questa società che esalta “valori” quali la salute, la bellezza e l'efficienza a tutti i costi, facendoli assurgere a canoni standard della normale condizione umana; sappiamo tutti fin troppo bene quanto faccia paura e quanto si voglia isolare tutto ciò che non si conosce o che esula dalla “normalità”.
AIGP ci offre l’opportunità di dar voce alle nostre emozioni, comprese le nostre paure, esprimendo la voglia di essere capiti. Vorrei riuscire con il mio impegno a poter aiutare i giovani parkinsoniani, compresa me stessa, che abbiamo ancora tanto da dare. Un Abbraccio.

Anna