Il marito di Rebecca

Il marito di Rebecca
2007 - Rebecca ha un tremore, però quando non lavora, o quando ha il giorno di riposo, o quando andiamo in ferie il tremore quasi sparisce.  
La mia donna ha paura, mi ha detto che teme sia Parkinson ma io l'ho tranquillizzata: mai sentito che arrivi a 34 anni.

2008 - E' passato quasi un anno, l'esame non sbaglia, Rebecca ha il Parkinson, ma dicono che è leggero, poi le medicine rendono possibile vivere un'esistenza normale, non succederà niente, sono sicuro che ci abitueremo e andrà bene. Questo penso e così provo a starle vicino.
Mi sento impotente, ma intanto leggo, mi informo, voglio capire ... ma qua non si può capire. Parkinson è un nome che individua la causa di tanti diversi effetti, che si manifestano in modo differente da paziente a paziente.
Capisci solo che la persona che ami ce l'ha e che questo la fa soffrire. Non sai come aiutarla, come parlarle, non sai un cavolo, solo che Lei sta male e che non c'è soluzione al male. Capisci che per tutta la vita insieme sarete in tre, non avrai un figlio, ci sarà Mr. parkinson ogni giorno a minare il Vs equilibrio.

Da gennaio 2009 a tutto il 2010 passano 2 anni a fasi alterne. Ristrutturo casa, non ho occhi e testa per altro.
Rebecca lavora, ma la malattia si fa vedere. Vedo, non ne voglio parlare, non è successo niente, la vita deve continuare normale. Mi convinco che vivere giorno per giorno una vita normale la aiuti a sopportare meglio la malattia.
Mi spiego meglio: non la voglio trattare come una malata. Intento nobile, ma un detto recita che la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni. Lei non lavora più, fa piscina, pilates, shiatsu, fa di tutto per recuperare tono fisico, per non far comandare a Mr. Parkinson le giornate. Mi chiedo sempre più spesso se non voglio parlare dell'ospite indesiderato perché fa paura o se veramente è solo per farle fare una vita normale.
Poi però molte volte provo goffamente a dire "come stai?". Ma non serve ad individuare i momenti in cui condividere la Sua storia con Mr. Parkinson. E' incredibile la schizofrenia di tanti comportamenti, indotti da questo terzo incomodo.
La prima cosa che mi sono detto davanti ai sintomi è stata: "lo sai che durerà per sempre, non ti fare illusioni, affronta la cosa giorno per giorno con Lei, è l'unico modo." Poi un giorno si e un giorno no ti viene l'illusione che sia un incubo, che passerà, la scienza troverà una via d'uscita. Così a volte sei con Lei, non la lasci sola con l'ospite.
Ma molte altre volte sei con Lei e non vuoi vedere o sentire l'ospite ed in realtà la lasci sola e Lei ne soffre. In questi anni è tramontata anche la possibilità di avere un figlio, ovvio dare la colpa all'intruso, ma sinceramente non importa di chi sia la colpa, importa che anche questo aiuta a creare tensioni, non ad allentarle. La testa mi dice che siamo fortunati, il cuore che sogno di vivere una lunga esistenza con Lei. I fatti che sono goffo e imbranato e molte volte mi perdo. Diciamo che nella sfortuna del male, Rebecca ha anche la sfortuna di avere un uomo imbranato e questo non aiuta.   Ero partito con cercare di aiutare la mia donna, in realtà molte volte Lei ha aiutato me ad accettare la situazione. In questi anni ho scoperto che la mia piccola ha forza d'animo e ha accettato un rapporto con Mr Parkinson.
La Sua vita è cambiata, non il Suo interesse alla vita e nemmeno il Suo amore per i Suoi cari, me compreso. Che ti devo dire Mister Parkinson? Si fai paura a me, credo anche a Rebecca, ma la prima tappa l'ha vinta Lei continuando ad amare e questo, Mr, vale più degli handicap che Lei hai regalato o dei miei errori, anzi è l'unica cosa che conta.