Angelo si racconta

Mi chiamo Angelo Ambrosini. 
Vivo a Treviolo (BG) ed oggi ho 50 anni compiuti. una famiglia composta dal sottoscritto, due figlie (Giulia di 14 ed Angelica di 12 anni). una moglie, Paola, insegnante precaria dopo 9 anni di insegnamento. 
Ho un gatto di nome Fabrizio che è stata sterilizzata l’anno scorso. Perchè si chiami Fabrizio, Frollino, Gabriellino e sia femmina non l’ho ancora ben capito. chiedete a Giuliangelica. 

Vivo in una bella villetta a schiera di color rosso, il mio colore preferito. ho un mutuo a tasso fisso per altri 9 anni di ben 430,00 € mensili. dico “ben” perchè l’assegno mensile di invalidità di 1.209 € che percepisco dall’inps dal marzo 2.014 va in valuta il 1° giorno del mese (se è feriale) ed il giorno 8/9 è gia stato “ spappolato” da spese fisse insopprimibili. 
Dal 6 giugno 2.007 la mia vita è irreversibilmente cambiata. con un esame “specifico”, la data spect radioattiva al cervello, fu certificata la precipitazione “anomala” per un maschio adulto di 42 anni di due sostanze denominate “putamen” e caudato” presenti nella substantia nigra del cervello. 
Il verdetto inoppugnabile della divisione di medicina nucleare dei riuniti di bergamo era la medesima cui era arrivato il dott. Camerlingo, primario di neurologia al policlinico San Marco di Zingonia. 
Mi ero ricoverato perchè da tre mesi circa avevo lievi tremori all’arto inferiore sx, la gamba. avendo ben reagito, cioè con la remissione dei sintomi, alle prime blande somministrazioni di agonisti dopaminergici, requip, il neurologo aveva ben dedotto: la diagnosi era parkinson!!!! inutile descrivere le ansie, i rifiuti pregiudiziali di aver contratto una malattia cronica, per di piu’ neurodegenerativa dell’apparato extra piramidale. 
Fino ad allora per me le Piramidi erano solo una possibile meta turistica. lavorai intensamente per altri 5 anni fino al febbraio 2012 quando per mia scelta decisi di “mollare” un lavoro che era diventato “ pericoloso”, per un malato di parkinson. Per uno, voglio dire “costretto” a girare in auto mezza lombardia, inclusa Milano, dalle 08,00 del mattino alle 19,00 di sera. 
Facevo circa 40.000 km annui. ero ormai all’apice di una carriera professionale come funzionario commerciale dell’area piu’ importante d’italia, per fatturato. lavoravo per il colosso nipponico dell’automotive e leader nazionale delle due ruote: honda motor company ltd.. dal 1° marzo 2012 ero e sono “solo” Angelo Ambrosini, non piu’ l’ispettore vendite dell’area commerciale n.1 di Honda Italia moto. Mi sono inventato cuoco, taxista (per le mie figlie), giardiniere, bricoleaur... intanto, scomparsa la mia prima ed “amata” neurologa, la dott.ssa Emilia Martignoni di Varese, ho continuato il valzer delle sette chiese Lombarde del parkinson. 
Spendendo pure un patrimonio, invano. il mitico san Raffaele, il CTO, la clinica Pio x di milano, a botte di 150/200€ a visita. Tutto terribilmente inutile . . difficile rassegnarsi ad essere l’uno su dodicimila italiani colpiti dal parkinson, soprattutto a meno di 45 anni!!! Inutile raccontare delle gite organizzate in maniera compulsiva, per vedere sulle mie gambe sempre più tremolanti, il piu possibile del belpaese, quasicchè il mp mi portasse da un giorno all’altro sulla sedia a rotelle. Nel 2013 un amico di Prato, omonimo più ironico ed allegro del cantante Marco Masini, mi iscrisse ad a.i.g.p.. sua moglie era una vecchia amica di Claudia Milani. 
Il “capo”, come la chiamo io. no, aigp, non ha risolto i problemi tipici della mia malattia, nè quelli ad essa correlati. Però il mio pudding (trad. ossessione) da pc è confluito da allora anche sui vari gruppi di facebook. Una volta iscritto al gruppo “dopo la dbs” ho esorcizzato la paura della cosidetta terapia chirurgica, l’operazione al cervello con annesso l’impianto di neurostimolazione celebrale (dbs). 
L’ho fatta al Galeazzi lo scorso 4 settembre 2014. La qualità della mia vita è senza dubbio migliorata. Ho fatto da testimonial a molti malati, dietro esplicita richiesta del dr. Pacchetti (resp. parkinson al Mondino di Pavia). Oggi il mio equilibrio, psico-fisico, dipende da tre elementi: 

1) la residua dopamina endogena autoprodotta (scarsa). 
2) la terapia farmacologica di supporto (in necessaria ed opportuna diminuzione visto che l’operazione prevede fra i suoi “vantaggi” il calo di assunzione di dopamina sintetica (madopar, stalevo, etc.,). 
3) la ricerca di un parametro di stimolazione elettrica, in termini di volt, confacente al grado di avanzamento progressivo e comunque irreversibile del parkinson. 

La vita dei malati cronici, di qualunque patologia e a qualunque stadio di avanzamento, è tutt’altro che facile. Sono mille le piccole frustrazioni quotidiane che possono turbarne il quieto vivere, perfino quelle che piu’ o meno “consapevolmente” ogni ammalato si va a cercare... voglio ringraziare “pubblicamente” Paola, mia moglie, Giulia ed Angelica, le mie due figlie. Che senza fumetti propedeutici, vademecum, psicologi mi stanno accanto ogni giorno...

Angelo

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